Il bruciore al pene è un sintomo più diffuso di quanto si possa pensare e può essere attribuito a diversi fattori.
Il bruciore può essere dovuto, ed esempio, a irritazioni locali che si manifestano quando il prepuzio è troppo lungo o troppo stretto per essere autodeterso, al priapismo (erezione anomala dolorosa che dura a lungo e non è causata da uno stato ti eccitazione), alla balanite (infiammazione con comparsa di rossore della testa del glande), a infiammazioni dell'uretra causate da agenti patogeni.
Vi sono, tuttavia, anche altre cause che meritano attenzione: pene piegato o curvo (malattia di Peyronie), artrite dell'uretra (sindrome di Reyter), prostatite e cancro al pene.
Anche malattie veneree e infezioni del tratto urinario (gonorrea, clamidia, herpes genitale, sifilide) possono determinare bruciore.
Se si verifica la rottura del corpo cavernoso quando il pene viene piegato in maniera forzata, si avverte parimenti un forte bruciore.
Il dolore al pene può insorgere nel tempo lentamente o può verificarsi in maniera spontanea, può essere acuto o blando o pulsante e la sua durata può variare da pochi secondi o minuti ad alcuni giorni.
Tutto ciò produce nell'uomo, a seconda dei casi, un lieve disagio o un maggiore fastidio perché il dolore disturba l'attività sessuale, la minzione o l'esercizio fisico.
Le infezioni che interessano il glande (o testa del pene) possono essere di natura batterica o fungina, interessano le aree genitali maschili e spesso si estendono ad aree anatomiche che sono vicine.
Tra le più importanti malattie del pene figurano la balanite, la fimosi, tumori al pene, la sifilide, l'herpes genitale, la malattia di Peyronie, la sindrome di Reyter.
Tra i fattori di rischio si può parlare del fumo della sigaretta che può causare tumori, della scarsa igiene intima che favorisce l'insorgere delle infezioni, di un'attività sessuale molto intensa che provoca malattie infettive o traumatiche del pene.
Prurito, difficoltà nella minzione e nell'espulsione dello sperma durante l'eiaculazione, macchie, vescicole o puntini rossi, noduli o ulcere, curvatura anomala del pene congiunta a una placca fibro-cicatriziale.
La diagnosi deve essere fatta da uno specialista, l'andrologo.
Per diagnosticare le malattie del pene e capire le loro cause bisogna fare un esame obiettivo e una visita accurata e partire dall'anamnesi in modo da poter tracciare un preciso quadro sintomatologico e capire quali fattori medici possono essere utili nell'individuazione delle cause scatenanti.
L'andrologo può prescrivere test specifici per capire la gravità della malattia e la sua tipologia.
A seconda delle circostanze possono essere richiesti esami del sangue, delle urine, l'ecografia del pene o una biopsia.
Nel momento in cui si individuano le cause, si può pianificare una terapia adatta ed efficace mirata ad eliminare la causa che provoca la malattia.
AUTORE:
Armando Santari
Sono una persona che ha dovuto combattere con il problema della disfunzione erettile e sono nato con un pene piccolo. Stufo di aver provato tanti rimedi ch non hanno funzionato per niente, ho deciso di contribuire a questo sito per porre chiarezza su come allungare il pene una volta per tutte.
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